venerdì 7 dicembre 2012

La filosofia del Jogger - il libro di Nicola Pfund


Nicola Pfund, La filosofia del Jogger, Salvioni Edizioni, 80 pag, Fr. 15. -
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giovedì 2 febbraio 2012

Mente spenta? Fai un po' di jogging!

La filosofia del jogger - diario di un anno di corsa
2 febbraio. Oggi la giornata è fretta, il cielo è coperto. C’è aria di neve. Forse ti senti un po’ giù e poco ispirato. La mente fatica a pensare cose belle e positive.
Corri e ti sentirai subito meglio. Ecco una cosa meravigliosa del jogging. In qualunque stato ti trovi, dopo aver corso il tuo livello di buonumore sarà salito. La corsa crea energia positiva. Se ti senti stanco, dopo un  po’ di jogging sarai sprizzante d’energia. Se lo eri già prima, dopo lo sarai ancora di più.
Se sei pressato dalle incombenze della vita quotidiana, correre ti aiuta. Perché se la mente è libera, i ragionamenti sono più fluidi e i problemi trovano spesso più facilmente una soluzione. E di conseguenza rimane più tempo per se stessi e per coltivare i propri interessi. È un circolo positivo in cui vale la pena entrare.
Di più, correre può anche creare delle opportunità. Non è infatti vero che si pensa meglio e si è più creativi mentre si corre? Bene, allora la prossima volta che usciamo a correre pensiamo a qualcosa di creativo per realizzare, ad esempio, delle nuove opportunità lavorative. Magari abbiamo un’ispirazione per inventare qualcosa di nuovo che ci permette di realizzare dei sogni, o magari di fare qualche nuovo progetto, oppure di concludere, per chi opera nel commercio, qualche… ottimo affare.
Lasciamo che il jogging crei energia per noi. E che questa energia ci serva per raggiungere delle alte mete nella nostra vita.

martedì 24 gennaio 2012

Come mi sto allenando?

La filosofia del jogger - diario di un anno di corsa
24 gennaio. Come mio sto allenando? È una domanda fondamentale e che regolarmente ci si dovrebbe porre. La ragione è semplice, ed è che se dall’analisi sull’attività svolta in un certo lasso di tempo emergono degli errori che sono stati commessi, si cercherà evidentemente di evitarli in futuro, facendo tesoro dell’esperienza fatta. Il principio, come si vede, è semplicissimo, ma malgrado ciò sono innumerevoli i casi di chi si ostina ad allenarsi in un certo modo ottenendo risultati controproducenti, quando addirittura non dei problemi fisici. “Errare humanum est, ma perseverare diabolicum!”, recita l’antico adagio.
Chiediamoci allora: le distanze che percorro sono corrette? Le scarpe vanno davvero bene, o c’è qualche problema che persiste? Dovrei velocizzare un po’ di più l’allenamento? I luoghi in cui corro sono ideali o posso trovarne di migliori? Sto accumulando troppa stanchezza? Perché non miglioro? Ecco, queste sono alcune domande che ci si potrebbe fare per migliorarsi e, soprattutto, non incorrere in qualche problema fisico.
Utile in questi casi, è la redazione costante di un “Diario di bordo” nel quale si annoteranno non solo le distanze e i tempi, ma anche i progressi, le difficoltà, le impressioni, e quant’altro. Il Diario aiuta non solo a chiarire e dunque a focalizzare meglio le situazioni, ma anche a conservare traccia del lavoro svolto. Sarà anch’esso un prezioso supporto per guardare retrospettivamente a ciò che si è fatto (e a come lo si è fatto) e quindi per migliorarsi costantemente.

domenica 15 gennaio 2012

Chi è il jogger?

La filosofia del jogger - diario di un anno di corsa 
15 gennaio. Il jogger, chi è costui? Ovviamente chi, con regolarità, fa jogging, dunque una corsa a intensità non troppo elevata, ma neanche troppo leggera: diciamo che si allena in maniera moderatamente impegnativa. La corsa, dunque. La corsa che è madre di tutti gli sport, che può essere praticata da chiunque e in ogni momento, non richiede “guru” al proprio fianco, è onesta e democratica, sicuramente è ecologica e non costa troppo. La corsa che garantisce una migliore qualità della vita e che significa più salute, più buonumore, meno stress, sonni migliori. Ormai concetti chiari, assodati e conosciuti. Ma quello che fa unico il jogger è altro. È il fatto di avere una sua “filosofia personale”, che ne fa una figura certo in controtendenza. Perché interpreta lo sport non in un’ottica competitiva, cosa oggi tutt’altro che evidente, ma in quella volta a un costante miglioramento della persona. Per questo il jogger è, tra tutti, a nostro avviso, lo sportivo con una coscienza più evoluta. Il suo valore intrinseco è proprio questo: il coraggio di mettersi in gioco, la volontà di migliorarsi, la capacità di organizzarsi in vista di un obiettivo e di un progetto di vita personale. Con un atteggiamento volto a cercare di essere il meglio che si può, di spuntarla sui propri limiti di persona assolutamente normale. Indipendentemente dal fatto che si abbia o meno la possibilità poi di emergere, di essere dei campioni, dei vincenti, perché questo fa parte di un altro mondo, di un diverso concetto di sport. Quella del jogger è dunque una figura-simbolo di un nuovo approccio allo sport, in cui possono riconoscersi anche i praticanti di altre discipline sportive.

domenica 8 gennaio 2012

La corsa per vivere secondo i propri ritmi

La filosofia del jogger - diario di un anno di corsa
8 gennaio. Ecco una situazione piuttosto rara di questi tempi: poter vivere in base ai propri ritmi e ai propri "desiderata". Quando si guida l’auto, bisogna viaggiare alla velocità indicata dai cartelli stradali. Quando si arriva al semaforo rosso, bisogna fermarsi.
Bisogna essere al lavoro ad una certa ora. E non si può andare via prima di un certo numero di ore passate alla scrivania. Si mangia ad una certa ora stabilita, per tornare al lavoro ad un certo orario. Bisogna, bisogna…
In qualunque posto si sia, qualunque cosa si faccia, ci sono sempre delle regole - giuste e necessarie, peraltro - che governano la nostra giornata. A volte non sono esplicite, ma ci sono sempre.
Nella corsa, queste regole non ci sono. O piuttosto: noi stessi fissiamo le regole in base ai nostri desideri, alle nostre volontà. Si può correre veloci o lenti. Si può correre poco o tanto. Sì può correre questa mattina o questa sera, oggi o domani. Si può correre in un posto oppure in un altro. Vuoi correre nel bosco? Vai nel bosco. Preferisci il lungolago? Corri sul lungolago. Insomma, nella corsa possiamo decidere cosa fare in assoluta libertà.
C’è ancora da sorprendersi, allora, se la gente ama così tanto correre? 

domenica 1 gennaio 2012

Dare inizio a qualcosa di importante

La filosofia del jogger - diario di un anno di corsa
1. gennaio. È il primo dell’anno. Quale occasione migliore per una corsetta? Oggi è giorno festivo, quindi c’è tempo a disposizione. Dopo la corsa si può tornare a casa, guardare un po’ di TV, leggere qualcosa o semplicemente fare merenda in famiglia … o niente di tutto ciò. In ogni caso, qualunque cosa si voglia fare, sicuramente ci si sente meglio dopo aver sudato almeno per una mezz’oretta, anche per smaltire qualche caloria del cenone di ieri sera…
Una giornata come questa si presta per fare progetti, per dare inizio a qualcosa di grande, di importante. Nella vita in generale, ma anche - perché no? - nella corsa, magari pensando ad una partecipazione alla nostra prima maratona in autunno, oppure a migliorare il proprio personale.
O forse si preferisce correre così, semplicemente per sentirsi sempre in forma e in salute, in fondo per avere una buona opinione di se stessi, il che è davvero la cosa più sensata e migliore. Bene, allora lasciamo che quest’anno sia proprio impostato in funzione di questo obiettivo.
Correre è una attività che vale la pena fare non solo nell’ottica di quel che ci darà in futuro, ma dei benefici fisici e mentali che ci regala giorno per giorno.
Allora usciamo per una corsa oggi, e lasciamo che inizi qualcosa di importante per noi.

sabato 16 aprile 2011

L'importanza dello sport

"Lo sport è una cosa troppo importante per lasciarla a i soli campioni e a chi vince.
Se accendiamo la TV, i canali sportivi trasmettono avvenimenti che concernono i campioni e dove il valore più importante è la vittoria, il record.
Se apriamo i giornali, i servizi principali sono dedicati agli eventi agonistici, a chi potrebbe vincere e al campione di turno.
Nelle società sportive tutto è organizzato in funzione del risultato, della vittoria. Anche nelle squadre giovanili la selezione o la rosa della compagine viene fatta in funzione del risultato. Tra i cosiddetti "amatori" la musica non cambia: malgrado non sempre lo si ammetta, l'obiettivo è sempre quello di battere qualcuno.
Il 97% dello sport gridato dai media, e fatto proprio dalla gente, è uno sport interessato solo al risultato, al vincitore, al record.
La gente deve capire che lo sport è importante per ognuno anche se non si è campioni, anche se non si vince. È importante per star bene, per vivere meglio. È una necessità esattamente come lo è mangiare e dormire. Liberiamo lo sport dal giogo del solo risultato e dalla logica del campione: lo sport è di tutti!"

Da: La filosofia del Jogger, p. 38